CORONA VIRUS E SESSO

Sono trascorsi circa 25 giorni da quando in Italia siamo stati raggiunti da questa nuova forma virale che ha paralizzato l’intero Paese.

Prima in Cina, poi fuori dai confini, infine da noi ecco che questo virus sconosciuto (ad oggi non è ancora stato

trovato un vaccino, stando alle fonti mediche che pervengono attraverso la comunicazione dei media) ha mietuto

diverse vittime con numerosissimi casi infettati e sotto terapia di controllo.


Cosa ha spaventato più di ogni altra cosa? È questa la domanda di molti sociologi intervistati a riguardo.

Fondamentalmente ciò che spaventa, come sempre, è l’ignoto. Questo Corona virus non è grave più di molte altre forme influenzali forti, eppure ha dalla sua parte il potere dell’ignoto. Non se ne conosce la provenienza (per quanto vi siano varie ipotesi, mai accertate); non si conosce quindi la cura, quel vaccino ancora tutto da scoprire; non se ne conoscono gli effetti nel lungo periodo e, soprattutto, non si conosce il grado e la velocità di diffusione che può raggiungere.

Abbiamo paura di ciò che non si conosce, sin dai tempi più antichi. Eppure la storia ha affrontato ben altre pandemie e forme virali gravi, dovremmo riconoscere che – perlomeno ai fini medici – questo virus non è un serial killer cieco e spietato. Ma tant’è, abbiamo bisogno prima di scoprirne la cura. Giustamente.

Ed ecco, dunque, che il nostro Paese (esattamente come gli altri colpiti dal medesimo problema) è corso ai ripari e ha immediatamente reagito con delle forme di profilassi più o meno urgenti, più o meno alternative.

Dalla quarantena alle zone “rosse” e circoscritte, sino alla chiusura dei locali pubblici, scuole, luoghi di incontro. Piovono suggerimenti igienici che dovrebbero rientrare nel comune senso della norma, eppure oggi prendono una valenza miracolosa. Ecco quindi che lavarsi le mani, coprirsi il viso mentre si tossisce o starnutire a distanza si sono trasformati in gesti salva-vita.


È degno di nota il riscontro del terrore collettivo, che ha raggiunto l’apice nei supermercati letteralmente razziati come se ci si dovesse barricare in casa per mesi e mesi, ed è iniziata – come prevedibile – la sincope della vicinanza, la paura di incrociare estranei sospettabili del male sconosciuto.

Sui social network ci siamo divertiti a ironizzare sulle nostre paure e, come spesso succede, l’ironia mascherava il lato più realistico della questione.

Un messaggio degno di nota, prima raccolto con ironia per poi essere affrontato con maggiore serietà anche nei talk show televisivi è stato questo: fino ad oggi non ci siamo preoccupati di avere rapporti sessuali con perfetti estranei e senza nessuna precauzione, ed oggi abbiamo paura di incrociare un essere umano senza mascherina?


Per quanto il tono del messaggio non fosse questo – spesso era più volgare o simpatico – il concetto di fondo è degno di considerazione. Non abbiamo paura di contrarre decine di malattie veneree attraverso rapporti sessuali non protetti, però è bastato un virus per allarmarci e obbligarci ad indossare una mascherina. Ai fini probabilistici, le possibilità di contrarre una malattia seria tramite un rapporto sessuale non protetto con estranei sono nettamente superiori a quella di risultare positivi al Corona Virus. Non solo. In caso di positività al virus, vi sono molte più probabilità di cura e di risoluzione entro un breve periodo di tempo di quelle che si avrebbero nel caso di malattia venerea.

Eppure nemmeno la matematica statistica aiuta a riflettere.



In questo articolo ci concentriamo su un aspetto interessante, frutto di alcune interviste e ricerche svolte nell’ultimo mese nel mondo della prostituzione di basso o alto livello. Dai dati emersi, come era prevedibile, vi è stato un netto calo di frequenza dei locali adibiti agli incontri e dei rapporti sessuali con prostitute ed escort.




Per la prostituzione da strada, anche senza un report statistico, è facilmente riscontrabile questo dato: basta percorrere le strade battute dalle prostitute e accorgersi che i clienti stentano a fermarsi, a fidarsi di un incontro.

Nel mondo delle escort di alto livello, dove regna più riserbo e dove soprattutto il grado di igiene e sicurezza è superiore (le escort vogliono essere tutelate e i loro clienti sono di un livello alto, propensi a maggiore tutela), i dati sono rilevabili dagli accessi che si notano nelle app adibite alla ricerca delle stesse escort. In queste ultime due settimane, i siti e le app di questo settore hanno subito un forte calo di visite.


Abbiamo intervistato un amministratore della MediaBook, proprietario del marchio e dell’app whatsescort.com, il quale ci ha confermato il sensibile calo di visite che ogni sito di settore sta subendo.

“Per quanto la nostra app sia una delle più garantite, in termini di sicurezza e trasparenza, è fuori di dubbio che il terrore raggiunto con questo Corona virus ha scosso ogni settore incluso il nostro. Le persone hanno paura di socializzare, di fare ciò che fino a ieri ritenevano normale, e questa paura colpisce ogni sfera di

socializzazione, che sia una palestra, un centro massaggi, un cinema oppure un sito di incontri come il nostro”.

In attesa di sviluppi – gli ultimi interventi medici dichiarano che il virus è sempre più circoscritto e controllato – prendiamo le precauzioni più razionali e invitiamo quindi tutti ad informarsi.





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